Opere di Riccardo Perale
 

Riccardo Perale

A me piacciono le uova strapazzate

A me piacciono le uova strapazzate

ovvero considerazioni a proposito della fotografia digitale

Le uova rimangono uova anche se strapazzate? Io dico di sì.

E così pure le mie fotografie strapazzate - ma si potrebbe dire anche scavate, disgregate, dissolte fino alla rivelazione di una loro seconda, nascosta natura - rimangono fotografie.

Ai tempi che la Berta filava, si discusse molto e animatamente se la fotografia fosse o potesse diventare arte.

I negazionisti adducevano la presunta natura oggettiva dell'immagine fotografica , che renderebbe trascurabile, in qualche misura automatico e perciò non nobile , l'apporto del fotografo.

Questa polemica non ha più ragion d'essere di fronte alla diffusione di forme d'arte, universalmente riconosciute come tali, in cui il procedimento creativo è anche più semplice e diretto di quello della fotografia, e, d'altra parte, di una vasta produzione fotografica di straordinaria qualità in cui il risultato finale è figlio di una ampia gamma di interventi, prima, durante e dopo lo scatto, e questo anche prima dell'era digitale.

E' ormai evidente a tutti che ciascuna immagine fotografica non è “oggettiva”, ma solo una delle tante trascrizioni possibili del reale, esattamente come un quadro, una statua, una radiografia, un elettroencefalogramma.

In quanto “soggettiva”, una fotografia è dunque passibile di diventare opera d'arte, ove qualcuno (ma chi, come e perché, questo è un altro discorso) gliene riconosca le caratteristiche.

Cosa succede quando arriva il computer?

Così come nella fotografia tradizionale il risultato è determinato dalla scelta dei materiali sensibili, dai parametri di macchina, dalle strategie di sviluppo e stampa in camera oscura, nello stesso modo in fotografia digitale da una singola immagine potenziale si può ottenere una vera e propria miriade di immagini fotografiche diverse grazie alle immense possibilità di analisi e di trascrizione del computer.

Naturalmente le procedure digitali sono complesse e differenti da quelle della fotografia tradizionale, dunque anche i risultati sono diversi e ci trasportano in un mondo nuovo.

Qualcosa di simile è successo con l'introduzione della pittura a olio rispetto alla tempera e all'affresco: materiali e metodi diversi, risultati e possibilità espressive altrettanto lontani tra loro, ma chi potrebbe parlare di superiorità della pittura a olio sulla tempera o viceversa?

Il sistema “macchina tradizionale – pellicola - sviluppo e stampa in camera oscura” ha offerto e offre enormi possibilità di espressione sia col bianco e nero che col colore ad una infinita platea di artisti ; nella stessa maniera il sistema “macchina digitale – sensore - software grafico - stampa digitale” permette di trascrivere la realtà che ci circonda in modo differente e straordinariamente vario, come del resto fa quell'altro sofisticatissimo sistema di cui tutti siamo dotati, il sistema “occhio - nervo ottico - corteccia cerebrale”.

La fotografia digitale è dunque l'ennesimo paio di occhiali che l'essere umano ha a disposizione per prendere contatto visivo con la realtà, il cui aspetto (per limitare il discorso a ciò che noi vediamo, ma uguali considerazioni si potrebbero fare per ciascuno degli altri nostri sensi) dipende semplicemente dagli strumenti che abbiamo a disposizione per catturarlo.

Una piccola riflessione a margine.

Parlare di “fotoritocco”, con ovvio significato riduttivo, a proposito della elaborazione al computer delle immagini fotografiche, attribuendo implicitamente una maggiore o esclusiva qualità artistica alla fotografia tradizionale, è non solo sbagliato, ma anche un po' ridicolo: sarebbe come dire che la Cappella Sistina è più “artistica” di una tela di Caravaggio solo perché la tecnica a fresco non consente ripensamenti (ritocchi) e quella a olio sì; o come negare l' ”artisticità” delle vedute di Canaletto a causa dell'aggiunta delle figure umane sopra la pittura della veduta vera e propria (altri ritocchi); o ancora come sostenere che la chitarra elettrica assistita dal computer non è un vero strumento musicale: andate a raccontarlo a ”The Edge”, al secolo David Evans, uno dei il più grandi chitarristi rock viventi, il quale interviene digitalmente sul suono ( lo ritocca) in modo estensivo, direi quasi maniacale.

Se poi non vi piacciono le uova strapazzate, siete liberissimi di godervi le uova crude, sode , in camicia , o in qualsiasi altra maniera, ma per favore non dite che le uova strapazzate non sono uova!

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Dicono di lui
La foto incontra la sua 'second life'.

P. Coltro
 
HCE Web Agency

Questo sito si occupa della promozione e vendita delle opere di Riccardo Perale: quadri per arredamento, fotografie di Venezia, foto artistiche/fotografie d'arte, quadri moderni, disponibili in tiratura limitata.